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Nel suo primo istante
 

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fu pura, illibata,
da Dio preservata
la macchia scansò.


Affetti a
Maria Immacolata

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COMISO E COMISANI





Padre Salvatore Pelligra Cirio,
nel libro CASMENE DEVOTA (pubblicato nel 1881),
tra le pratiche di devozioni della Chiesa di San Francesco mette il canto AFFETTI A MARIA IMMACOLATA,
la cui prima strofa ancora si canta nelle chiese comisane.






Affetti a
MARIA IMMACOLATA


I

E

viva Maria,
Maria evviva.
E viva Maria
E chi la creò.
E senza Maria
Salvare non si può.


II

Coll'alto consiglio
  Quel Dio Onnipotente
Dal crudo serpente
La Vergin serbò.
E senza Maria
Salvare non si può.



III

Per figlia e per sposa
  La vuole ed accetta,
Per madre diletta
Il Verbo l'amò.
E senza Maria
Salvare non si può.



IV

Dell'alma Rachele
  Più bella regina:
Di Adamo la spina
Non mai la toccò.
E senza Maria
Salvare non si può.



V

Quest'alto mistero
  Casmene l'accende;
Da Te ben s'intende,
Per Te sfolgorò.
E senza Maria
Salvare non si può.



VI

Le nostre rovine
  Quest'alma Signora
Più vaga che aurora
col fiat riparò.
E senza Maria
Salvare non si può.



VII

Al fiero serpente
  Nel suo primo istante
Col pie' trionfante
La testa schiacciò.
E senza Maria
Salvare non si può.



VIII

Nel suo primo istante
  Fu pura, illibata,
Da Dio preservata
La macchia scansò.
E senza Maria
Salvare non si può.



IX

Maria già esente
  Dal fiero contagio
Il serpe malvagio
Col pie' calpestò.
E senza Maria
Salvare non si può.



X

Di tutta la Triade
  Sei tempio sagrato,
Sei specchio pregiato
Che Iddio innamorò.
E senza Maria
Salvare non si può.



XI

Rimbombi per l'aria
  La bella armonia
E viva Maria
E chi la creò.
E senza Maria
Salvare non si può.






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