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POESIA
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POESIA RELIGIOSA

In questa pagina vengono presentate poesie di contenuto religioso, espressioni della fede che caratterizza il popolo comisano e siciliano in genere.
Le poesie di questa pagina sono di
Lucia Capuzzello, Gesualdo Bufalino
Carmelo Lauretta e Giuseppe Di Mauro.


(Accendendo le casse acustiche in sottofondo
si può ascoltare la musica del canto "Padre nostro")




OFFERTA


Un giorno,
di fronte al mio Signore,
al perché delle mie mani vuote
mi sarebbe piaciuto rispondere:
"
Qui c'è la mia fede
e qui il crocifisso di missionaria
".

Ora non ho più nulla.
Ieri ho donato il mio crocifisso
perché fosse di conforto ad un'ammalata.
Oggi dono la mia fede.
Resterai Tu solo, o Signore,
pur nello squallore della mia tomba vuota,
a guidarmi.

Lucia Capuzzello

è l'autrice di questa lirica,
tratta dalla pubblicazione

l'INCORONATA
dieci anni dopo

(anno 1979)





COMPIETA


La stanchezza del mio cuore non si può dire
e non ho voce più per gridare.
Signore, fammi mare
dentro la mente, scioglimi i ginocchi.

Si divulga il mio viso nel vento,
come la polvere non ho padrone.
Posassi sul Tuo petto macilento
il mio capo, per dormire.

Nei miei occhi si sporca una rosa,
come un albero cadrò.
O Signore, concedimi sull'erba
una morte di cosa.

Gesualdo Bufalino
(1920-1996)

è l'autore di questa lirica,
tratta da L'AMARO MIELE
(Ed. Einaudi - Anno 1982)






LA TUA MATERNITA'


L'ETERNO Ti volle madre
del Verbo
e di tutti i mortali.
Con i Tuoi OCCHI
Egli guarda dall'alto
tuttora i viventi...

Tu raccogli le lacrime
dei Tuoi figli in esilio
sulla terra
e ne fai un seme di grazia.
Nella croce che ogni giorno
portiamo
non ci lasci soli a sorreggerla.
Nell'angoscia della morte
ci prendi nelle Tue braccia
come prendesti il Figlio Unigenito
e nella pupilla spenta
schiudi la fiamma dell'Eterno.
La Tua Maternità
illumina di salvezza
i millenni.

Carmelo Lauretta

è l'autore di questa poesia,
tratta dalla pubblicazione

MARIA cuore della comunità

25 anni dopo

(anno 1994)







PONENTELEVANTE


Pio succedersi d’auto sul colle
la distanza fa dolce il tragitto
processione di luci e di folle
quando il sole è ormai trafitto.

Sul filo di vetro l’occhio s’adagia
dietro il passato radura selvaggia,
il tempo raccoglie l’ora presente
in ondivaghi sentieri di mente:


sboccian domande sulla fatica
sul senso d’andare e ritornare
l’umano raggiare sopra lettiga,
il semplice gesto del salutare.

Paura mi coglie solo l’istante
battito dare eppure negare
mi stringe il ricordo del mare;
spingendomi a rive ove l’Amante

in nostalgie d’attesa a levante
lega l’anima a rivoli d’oro
sorgente di rinnovate speranze:
amici luci idee aruspici in coro

è il trionfo del nobil soldato
ch’ha creduto oltre cosmico velo
sin ad ultimo mistico fiato
… e nato all’angelico cielo.


Giuseppe Di Mauro

è l'autore di questa poesia

composta nell'anno 2012




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Nota

La musica del canto "Padre nostro" di Biagio F. è eseguita da Marcello Serafini.