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O chi pena v'affiggiu,
 

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quannu Gèsu si pirdiu,
e l'andàvivu circannu
ntra lu ciantu e ntra l'affannu!

Coroncina dei
Sette Dolori di
MARIA SS.

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(Accendendo le casse acustiche si può ascoltare in sottofondo il canto
"
O chi pena", il cui testo si legge
nella considerazione terza)

 


Coroncina dei
Sette Dolori di Maria SS.


Nella Chiesa della SS. Annunziata il 10/06/1751 fu istituita la Congregazione di Maria SS. dei Sette Dolori.
I confrati nelle loro adunanze, dopo la conferenza del Rettore spirituale, recitavano la Coroncina dei Sette Dolori di Maria.
La 3^ domenica di settembre, inoltre, c'era la solennità di Maria SS. dei Sette Dolori con processione esterna.


PRATICHE DEVOZIONALI

- Settenario della Madonna Addolorata
-
Novenario della Madonna Annunziata
-
Coroncina di Maria SS. del Lume
-
Coroncina dei 7 dolori di Maria Santissima
-
Corona in suffragio delle anime del Purgatorio
-
Coroncina dell'Arcangelo Raffaele
-
Coroncina a Santa Filomena
-
Coroncina a San Giuseppe
-
Coroncina di Gesù Crocifisso
-
Coroncina a Maria SS. della Mercede
-
Lodi a Maria nel mese di maggio
-
Coroncina a San Francesco d'Assisi
-
Viaggio di Maria e Giuseppe a Bethlem







Coroncina dei 7 dolori di
MARIA SANTISSIMA


- Deus in adiutorium nostrum intende
R: Domine ad adiuvandum me festina
- Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto
R: Sicut erat in principio et nunc et semper et saecula saeculorum. Amen.


CONSIDERAZIONE PRIMA

Maria al tempio

Gesù Cristo esser dovea, per l'infinita sua carità, vittima cruenta sull'ara della croce per i peccati del mondo; perciò ne fece l'offerta all'Eterno nel tempio di Gerusalemme nel giorno della Purificazione di Maria, allorquando, trascorsi i 40 giorni di sua nascita, la Madre venne a presentare il pargoletto al Signore.
Frattanto quale dovette essere l'ambascia al cuore della Vergine al sentire il vecchio sacerdote Simeone profetarle tutta la futura passione e morte del suo Unigenito con quelle parole: "Tuam ipsius animam pertransibit gladius" (Luca)...

O Maria quantu vi afflissi
Simiuni quannu dissi
Che lu vostru Figgiu amatu
Sarà 'n cruci cunnannatu!
Vi cunsìdiru, o Signura,
Nna ddu spàsimu d'allura.

Pater, Ave, Gloria


CONSIDERAZIONE SECONDA

Fuga in Egitto

Come Maria e Giuseppe ebbero compiuto quanto ordinava la legge, erano omai per ridursi da Gerusalemme a Nazareth, loro patria, quando l'Angelo del Signore apparve a Giuseppe dicendo:
"Lèvati su, piglia il fanciullo e la madre di lui e fuggi in Egitto, ché Erode cerca di Gesù per farlo morire".

A tale avviso Giuseppe sorge dal letto e di notte, insieme alla sposa ed al figliolo, si mette in cammino....

Quannu Erodi fieramenti
Ammazzàu tanti nuccienti,
Vui, o Maria, cun cori afflittu
Vi ni stàvivu in Egittu!
Vi cunsìdiru, o Signura,
Nna ddu spàsimu d'allura.

Pater, Ave, Gloria


CONSIDERAZIONE TERZA

La dispersione di Gesù

Giuseppe e Maria, andando, secondo l'usato, a Gerusalemme per la Pasqua, vi condussero seco Gesù, che era venuto nei dodici anni.
Dimorati in quella città nei sette giorni degli àzzimi, ritornavano a Nazareth, quando per istrada si accorsero che aveano smarrito il caro fanciullo.
Ritornano affannosi su i loro passi e, pervenuti nel tempio, lo trovano che stava seduto in mezzo ai dottori della legge, che disputava delle cose di Dio...

O chi pena v'affliggìu
Quannu Gèsu si pirdìu
E l'andàvivu circannu
Ntra lu ciantu e ntra l'affannu!
Vi cunsìdiru, o Signura,
Nna ddu spàsimu d'allura.

Pater, Ave, Gloria


CONSIDERAZIONE QUARTA

Incontro
della Vergine con Gesù

Correva Gesù il trigesimo anno della sua mortale carriera, quando sul terminare la cena pasquale, aperti i simboli dell'antica alleanza, annunziò ai discepoli essere giunta l'ora da suggellare l'augusta sua missione.
In quella si abbandona al tradimento d'un amico, alla ingiustizia dei giudici, allo strazio dei manigoldi, all'infamia della croce.

Per questa via s'incammina verso il Calvario, quando l'incontra la Madre carico di pesantissimo legno e tutto da capo a piede grondante di sangue....

Sutta un lignu strascinatu
Gesù a morti fu purtatu,
E vui, Matri Addulurata,
Lu scuntràstivu pri strata.
Vi cunsìdiru, o Signura,
Nna ddu spàsimu d'allura.

Pater, Ave, Gloria


CONSIDERAZIONE QUINTA

Maria
ai pié della croce

...Il figliolo di Maria, vero mediatore fra Dio e l'uomo, apre le braccia sull'albero della croce, ove è sospeso tra cielo e terra, implorando perdono per tutti i figli di Adamo, e morendo in un sospiro di amore esclama: "Tutto è compiuto".
A tale vista il sole non può più diffondere i suoi raggi, trema la terra, si leva in tempesta il mare, e tutta la natura si commuove e si agita alla morte del suo Creatore.
In mezzo a tanta scena si vede una donna sul Calvario, ritta in piedi, ferma ed immota fra le agitazioni dell'universo.
Ella è Maria, la madre del crocifisso Gesù.

Crucifissu che murìa
in mienz' a tanta tirannìa,
Comu un latru tra dui latri
Lu vidìstivu, gran Matri!
Vi cunsìdiru, o Signura,
Nna ddu spàsimu d'allura.

Pater, Ave, Gloria


CONSIDERAZIONE SESTA

Maria riceve nelle braccia il morto Gesù

Appena Gesù ebbe spirato l'ultimo fiato fra i martìri e gli spasimi, due generosi ed occulti suoi discepoli, Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, autorizzati dal Preside deposero dalla croce il cadavere del Nazareno sulle braccia della madre...

Mortu, ancora una lanciata
Da Loncinu ci fu data,
E vui, Virgini d'Amuri,
Ni sintisti gran duluri!
Vi cunsìdiru, o Signura,
Nna ddu spàsimu d'allura.

Pater, Ave, Gloria



CONSIDERAZIONE SETTIMA

Maria
al sepolcro del figlio

Cedeva il tetro giorno il luogo ad una più triste notte, quando la sacra spoglia di Gesù fu deposta nel sepolcro.
Quale dovette essere la pena ed il martirio che soffrì Maria al vedersi separata dal caro suo bene? !

Cristu poi fu seppellutu
Senza pompa e senza aiutu;
Vui ristàstivu impiagata,
Matri afflitta e Addulurata!
Vi cunsìdiru, o Signura,
Nna ddu spàsimu d'allura.

Pater, Ave, Gloria


OFFERTA

Addolorata Maria, eccoci prostesi ai vostri piedi, intesi a compatire gli acerbissimi dolori, che il vostro cuore materno soffrì nel corso della passione e morte di Gesù Cristo, figliuol vostro, e pronti ad imitare le vostre sante virtù di pazienza, umiltà, fortezza, costanza e generosità, che in tale orrenda e lunga catastrofe ci addimostraste.
... Noi vi offeriamo il nostro spirito, affinché da voi sia guidato sempre nella via della giustizia e della santità; vi offeriamo i nostri sensi, affinché mortificati non si ribellino giammai contro lo spirito; vi offeriamo la memoria per ricordarci incessantemente quanto soffriste per noi, e quali siamo noi divenuti mercé la passione e morte di Gesù Cristo; vi offeriamo la nostra volontà per abbracciare e praticare tutto ciò che di bene ci ha fatto conoscere l'intelletto in vantaggio delle anime nostre, e finalmente tutti noi stessi con la speranza di essere custoditi, difesi e confortati nella vita che ci resta e nel punto estremo della morte....




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Nota

Biagio Franco è l'autore della musica del canto "O chi pena", che è eseguita dal maestro Marcello Serafini.